Difetti al dettaglio
Benetton e Zebre hanno mostrato i loro classici punti deboli nel derby di andata
Il derby di andata fra Benetton e Zebre, le due franchigie italiane nello United Rugby Championship, ha messo in mostra i principali difetti delle due formazioni, invece di esaltarne i punti di forza.
Al contrario di tanti altri scontri diretti del passato più o meno recente, la partita di Monigo è stata piacevole, malgrado non certo esente da un numero di errori piuttosto alto.
Tuttavia, dopo il 21-15 con cui il Benetton è riuscito a centrare la terza vittoria consecutiva e la prima in campionato da ottobre, rimane soprattutto l’impressione che entrambe abbiano mostrato soprattutto i frangenti in cui devono migliorare.
A Monigo il Benetton ha offerto una prestazione simile ad altre di questa stagione, al di là poi del risultato finale. Ha giocato una prima mezz’ora di grande solidità e concentrazione, in cui quasi tutto gli è riuscito bene: difesa ordinata e fisica, un attacco che porta la palla in giro per il campo, capacità di innescare subito le qualità dei singoli sulle transizioni.
Proprio da una transizione arriva la prima meta dell’incontro: Matt Gallagher raccoglie un calcio avversario poco dentro la metà campo avversaria, il Benetton entra molto velocemente nella propria struttura offensiva e trova la meta grazie a una penetrazione eccezionale di Manuel Zuliani, seguita da uno slalom di Ignacio Mendy, bravo a trovare spazio in una difesa delle Zebre che non continua a lavorare dall’interno.

Dopo un primo tempo condotto quasi alla perfezione, andando al riposo sul 13-3, il Benetton incappa in un calo nella qualità della prestazione che è stato spesso, quest’anno ma anche in passato, uno dei suoi crucci.
A inizio ripresa fallisce il colpo del KO in attacco a causa di qualche imprecisione tecnica che li costringe a subire la reazione feroce della difesa delle Zebre. Poi Tommaso Menoncello ci mette del suo prendendosi un cartellino giallo molto sciocco e alla prima occasione le Zebre tornano in partita con la meta più bella della gara, portando l’ovale da una parte del campo prima e dall’altra poi.

Nei minuti successivi di differenza numerica tra le due squadre, le Zebre hanno invece mostrato la faccia della medaglia che sta attualmente impedendo loro di ottenere risultati migliori.
A Montpellier, la settimana precedente al derby, i ducali hanno premuto a lungo a inizio ripresa per provare a prendere il comando della gara nel punteggio. Non ci sono riusciti, hanno concesso per primi e sono poi progressivamente usciti dalla competizione.
A Treviso non sarebbe bastata una meta per superare subito il Benetton nel punteggio, ma avrebbe cambiato lo svolgimento della partita. Nei successivi minuti di pressione le Zebre sono arrivate a minacciare la linea di meta avversaria, senza riuscire a trasformare il dominio di possesso e territorio in punti.
Alla prima occasione in cui il Benetton è riuscito a riaffacciarsi in avanti ha trovato la meta che ha ipotecato la gara, quella dell’ottimo Nicholas Gasperini alla coda del drive. La meta di intercetto di Simone Gesi che ha riaperto l’incontro ha solo aggiunto rimpianti alle mancate occasioni precedenti.
In vista della linea di meta avversaria le Zebre non sono riuscite a vincere il confronto fisico diretto. Ci può stare: in fondo fra le due squadre esiste un gap fra i due pack, soprattutto in termini di capacità di esprimere la propria fisicità. La differenza però l’ha fatta anche qui una certa imperizia tecnica, epitomizzata dal brutto passaggio di Alessandro Fusco che ha indotto i compagni a un in-avanti praticamente sulla linea di meta.

È stato il momento decisivo dell’incontro: in meno di cinque minuti le Zebre sono passate dalla linea di meta degli avversari, per ribaltare l’incontro, a ritrovarsi sotto i propri pali dopo aver subito una meta che, di fatto, ha chiuso i conti.
Entrambe le squadre sono consapevoli di avere, in vista del derby di ritorno della prossima settimana a Parma, una marcia in più da poter innestare. Nessuna delle due ha infatti mostrato il massimo del potenziale durante questo primo incontro, che ha comunque lasciato le porte decisamente aperte per una gara di ritorno apertissima e dall’esito quanto mai incerto.




Tutto chiaro spiegato con precisione e la solita verve tutto vissuto e cucito addosso a chi legge. Grazie grazie e perché no anche buon Natale. Con il cuore.