L'occasione
Gli infortuni di Mirco Spagnolo e Simone Ferrari aprono la porta a Destiny Aminu e Marcos Gallorini
Per ogni porta che si chiude, dice l’adagio, si apre un portone.
Sfortunatamente per Mirco Spagnolo e Simone Ferrari, prime linee della Nazionale e del Benetton, si è chiusa in anticipo la porta della stagione 2025/2026. Due infortuni diversi li costringono a saltare questa parte finale dell’annata sportiva, lasciando il loro club orfano di due punti fermi.
Ferrari, che ha festeggiato da poco i 32 anni, è stato unanimemente acclamato come uno dei migliori piloni del Sei Nazioni 2026. In una carriera lunga e sempre di buon livello, la qualità del suo rendimento nel corso delle ultime stagioni si è ulteriormente alzata ed è arrivato al Torneo in condizioni fisiche e mentali esaltanti, producendo prestazioni eccellenti, in particolare nella prima parte della competizione.
Spagnolo, abituato a giocare la parte conclusiva delle gare della Nazionale, ha ricevuto un plauso minore dagli addetti ai lavori, in particolare quelli esteri, ma non è stato da meno, garantendo un livello molto alto a sinistra della mischia ordinata e in giro per il campo: suo il decisivo turnover nei 22 metri azzurri, tanto per dirne una, che ha innescato il ribaltamento di fronte da cui è poi nata la meta di Leonardo Marin in Italia-Inghilterra al Sei Nazioni.
Il portone delle opportunità, però, si spalanca a questo punto per due piloni giovani e attesi come Destiny Aminu e Marcos Gallorini, rispettivamente sinistro e destro protagonisti recentemente con l’Italia XV e con il Benetton.
La chiamiamo la prima linea del futuro, quella composta dai due e completata da Nicholas Gasperini a tallonatore: un gruppo di giocatori promettenti dalle grandissime qualità fisiche, emersi già ai tempi della nazionale under 20, centrando ottimi risultati.
Se Gasperini, classe 2004, ha avuto fiducia in franchigia già da alcune settimane a questa parte (10 presenze stagionali, anche se solo una da titolare), minore è stata quella di cui hanno beneficiato i suoi due compagni di nazionale giovanile.
Destiny Aminu, che è di un anno più anziano degli altri due, ha un totale di 16 presenze in carriera con il Benetton, di cui 8 ottenute in questa stagione. Gallorini, stella dell’Italia U20 di un paio di stagioni fa, ne ha 6 in totale e 5 quest’anno.
A livello URC devono ancora dimostrare molto, ma le prossime settimane rappresentano per loro un’opportunità tanto attesa quanto importante. Finalmente con diverse garanzie di minutaggio, i due hanno il compito di riportare in biancoverde le ottime cose mostrate nel corso delle partite con la seconda selezione nazionale, dove contro Scozia A (soprattutto) e Cile hanno dimostrato di poter essere davvero giocatori importanti anche al livello superiore.
La gara di venerdì scorso contro i Glasgow Warriors, persa sulla lunghezza degli 80 minuti dal Benetton, li ha visti partire titolari per la prima volta assieme e la loro performance sull’ostico campo della capolista del campionato è stata convincente. Quando hanno lasciato il campo la squadra trevigiana si stava ancora giocando il match.
Tra i due Aminu sembra quello maggiormente pronto, merito anche della relativa maggiore esperienza. Un portatore dinamico e pericoloso quando lanciato, mentre Gallorini agisce soprattutto nel lavoro oscuro di pulizia del punto d’incontro. Entrambi hanno ottime qualità in mischia ordinata malgrado la giovane età.
Sabato 4 aprile il Benetton si giocherà contro Cardiff l’accesso ai quarti di finale della Challenge Cup, che il club veneto spera addirittura di poter portare a casa. Aminu e Gallorini ci saranno, senza dubbio, per giocare un pezzo di partita in un tipo di sfida quasi inedito per loro, come luna gara a eliminazione diretta. Un altro passaggio di un cammino che può portarli a indossare presto l’azzurro della nazionale maggiore.



